STORIE BIZZARRE DI COCCODRILLI E PACCASASSI

 

MARCO FILICIO MARINANGELI
STORIE BIZZARRE DI COCCODRILLI E PACCASASSI
20/10/2017 – 26/11/2017

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Estratto dal testo critico a cura di Marco Cirillo Pedri.
È sempre un piacere scrivere un testo per presentare una nuova mostra e un nuovo artista.
Un piacere maggiore se si tratta della prima personale di un illustratore emergente ma di grande talento come Marco Filicio Marinangeli A.K.A. Tigno.
Lo stile inconfondibile di Tigno si basa sulla fusione tra un grottesco iperrealismo e illustrazioni scientifiche dettagliate e curate nei minimi particolari, una meticolosa sperimentazione di tecniche e texture sempre diverse e sempre in continua evoluzione.
Matite, chine e acquerelli che saltano da una tavola all’altra creando figure bizzarre; chimere nate dalla fusione di elementi naturali, elementi fantastici e oggetti di uso comune che danno vita a un universo parallelo.
Nonostante la giovane età (classe 1990), Marco ha già accumulato una vasta produzione che presentiamo in galleria quasi come fosse l’esposizione di un taccuino di viaggio in qualche mondo alieno o in un futuro forse post-atomico ma sicuramente popolato da mutanti frutto di crossover genetici casuali (o no?).

Extract from the critical text by Marco Cirillo Pedri.
It is always a pleasure to write a text for a new exhibition and a new artist.
Greater if it’s the first solo show of an emerging but highly talented illustrator like Marco Filicio Marinangeli A.K.A. Tigno.
The unmistakable style of Tigno is based on the melting of a grotesque hyperrealism and detailed scientific illustrations, curated in detail, a meticulous experimentation of ever-changing and ever-evolving techniques and textures.
Pencils, ink and watercolors jumping from a table to the other creating bizarre figures; chimeras born from the fusion of natural elements, fantastic elements and objects of common use that create a parallel universe.
Despite the young age (class 1990), Marco has already accumulated a vast production that we present in the gallery almost as if it were a travel notebook in some alien world or in a post-atomic future but certainly populated by mutants derived from random genetic crossovers (or not?).

 

 

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