Home About Exhibitions Artists Store Contacts


Eleonora Rotlo
05/05/2017 - 28/05/2017
dal lunedì al sabato dalle 15:00 alle 19:00
Apertura straordinaria: su prenotazione: +39 339 71 89 570 (Marco)


Scarica il catalogo in formato PDF:
Download the catalogue in PDF format:

L’arte contemporanea non ha più bisogno di presentare modelli perfetti commissionati da stato o chiesa per raccontare storie imposte alle masse.
L’arte contemporane ha il diritto e il dovere di parlare al cuore delle persone, di dare un punto di vista sempre trasversale a quelle che sono le problematiche che inondano la nostra vita privata e sociale.
Tirar fuori il marcio e quello che non va per metterlo in bella mostra. Magari ridicolizzandolo o magari altre volte creando una sorta di magia, di link tra la Memoria, che tutti noi conserivamo nel nostro DNA tramandandola di generazione in generazione, e le paure che affollano la nostra mente turbata.
Turbata dal sovraffolamento di immagini e notizie che ogni giorno ci vengono bombardate nel cervello attraverso tutti i dispositivi a cui siamo perennemente connessi, turbata dallo stridio delle immagini che scorrono sulla nostra bacheca di facebook dove dal video del gattino buffo si passa a scene di guerra e morte di bambini, turbata dall’appiattimento delle notizie vomitate dai social tutte nello stesso formato, tutte con la stessa importanza. La verità? Non ne esiste nessuna corretta, giusta, unica. Siamo in un mondo che sempre di più si sviluppa su toni di grigio piuttosto che sul netto contrasto tra il bianco e il nero. Le verità si mescolano e si fondono alle menzogne creando infiniti modelli interpretativi. Siamo artefici delle nostre verità. Le costruiamo attraverso le nostre certezze. Certezze che derivano dalla nostra esperienza e dal dolore di quello che ci circonda che vorremmo cambiare.
Questa è la sensazione che mi lascia la mostra di Eleonora Rotolo presentata in Teké Gallery. Una mostra che presenta in modo lineare e pulito una lucida e pura critica e riflessione sul mondo dell’iperconsumismo, dello spreco, della devastazione delle risorse umane e ambientali che viviamo ogni giorno senza quasi rendercene conto. Giocando, per esempio, con il tema dei multipli per presentarci una serie di acqueforti “senza titolo“ sovraimpressionate che ben rappresentano la massificazione di piattaforme petrolifere in un mondo che diventa completamente industrializzato e sempre più cupo per ogni livello di stampa. Impressionando, come nel caso de “il lusso costruito sul sangue”, un tappeto raffigurante il mondo sospeso da terra e ancorato alle pareti della stanza da lunghi fili rossi che finiscono in gomitoli che ricordano schizzi di sangue. Facendo riflettere, come nel caso della serie Identità Liquide, una serie di tre teste velate realizzate con diversi tipi di vetro soffiato. Tre figure che si ripetono nella forma ma mutano nella sostanza e rimangono totalmente indistinte e anonime quasi a ricordarci quanto poco, spesso e volentieri, cerchiamo di capire veramente le persone che abbiamo davanti. Una mostra che regala frammenti di verità scelti e messi in luce dall’artista col chiaro intento di far riflettere lo spettatore libero di costruirsi una propria verità che parta dalle proprie esperienze personali.

Marco Pedri
Contemporary art no longer needs to present perfect templates commissioned by the state or church to tell tales imposed on the masses.
Contemporary art has the right and the duty to speak to the heart of people, to give an always transversal point of view to the problems that flood our private and social life.
Pull out the rotten, the “not Good”, to put it in a good show. Maybe by ridiculing it or perhaps by creating a kind of magic, a link, between Memory, which we all consume in our DNA by trampling it from generation to generation, and the fears that crowd our troubled mind.
Shocked by the overflowing of images and news that are bombarded daily in our brain through all the devices we’re perpetually connected to, disturbed by the shrieks of images flowing through our facebook wall where the funny kitty video goes to war scenes and death children, disturbed by the hacking of the social news in the same format, all of them with the same importance. The truth? There is no correct, right, unique one. We are in a world that grows more and more in gray tones rather than on the sharp contrast between white and black. Truths mingle and mingle with lies by creating infinite interpretative models. We are the creators of our truths. We build them through our own certainty. Certainty that derives from our experience and the pain of what surrounds us that we would like to change.
This is the feeling that leaves me the Eleonora Rotolo exhibition presented at Teké Gallery. An exhibition that presents in a straightforward and clean manner a lucid and pure criticism and reflection on the world of hyper-consummation, waste, devastation of human and environmental resources that we live every day without realizing it. Playing, for example, with the theme of multiples to present a series of over-impressed “untitled” etchings that well represent the massaging of oil platforms in a world that is becoming fully industrialized and increasingly gloomy for every level of print. Impressing, as in the case of “luxury built on the blood”, a carpet depicting the world suspended from the ground and anchored to the walls of the room by long red threads ending in jigsaws that recall blood spots. By reflecting, as in the case of the Liquid Identity series, a series of three veiled heads made with different types of blown glass. Three figures that repeat in shape but change in substance and remain totally indistinct and anonymous almost to remind us how little, often and willingly, we try to really understand the people we have in front of us. An exhibition that delivers fragments of truths chosen and highlighted by the artist with the clear intention to make the viewer free to build his own truth starting from his own personal experiences.

Marco Pedri



 
Home About Exhibitions Artists Store Contacts