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Centina
12/12/2015 - 16/01/2016
dal lunedì al sabato dalle 16:00 alle 20:00
La Galleria resterà chiusa 23/24/25 Dicembre 2015 e 1 Gennaio 2016
Apertura straordinaria: su prenotazione: +39 339 71 89 570 (Marco)


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Centina non è un artista facile da digerire. Il suo lavoro è risposta violenta, grottesca, bizzarra, alla società del consumismo sfrenato, alla cementificazione selvaggia, agli appalti su appalti su appalti che hanno riempito il nostro bel paese di giganti di cemento abbandonati, spogliati da ogni loro funzione, scheletri di un finto benessere socio economico, carcasse in decomposizione composte da muschio, pietra, ferro, ruggine, vetri rotti, calcinacci, legni bruciati, muri distrutti, dimenticati da tutto e da tutti.

La generazione di Centina nasce e cresce in questa società mutante e tentacolare votata solo al Dio Denaro, pronta a creare e distruggere lasciando dietro di sè solo capannoni in rovina e fabbriche abbandonate.

Il Wallpainting è la risposta di questa generazione all’impotenza generata dall’imponenza di queste megastrutture abbandonate nel silenzio, dove ancora pare di sentire il ritmo delle macchine e degli operai, che scandivano il tempo, di una realtà che non esiste più. Nel lavoro di Centina si trovano la rabbia, la frustrazione, la scomposizione dell’io in risposta a una società che ci vorrebbe tutti automi e omologati, privi di sentimento o di capacità di esprimere pensiero.

Pitturare su muro, dare sfogo a questa rabbia con disegni sempre più grandi, lavorando al limite della legalità, creando opere che faranno soffermare chiunque ci passerà davanti dandogli modo di tornare a farsi delle domande per evadere temporaneamente dalla frenetica realtà in cui viviamo.

Centina is not an artist easy to take. His work is a violent, grotesque, bizarre response to the society of unbridled consumerism, to the reckless overbuilding, to the subcontracts on subcontracts on subcontracts that have filled our beautiful country with abandoned giant concrete buildings, stripped of all their function, skeletons of a fake social and economic well-being, rotting carcasses made up in moss, stone, iron, rust, broken glass, rubble, burnt wood, destroyed walls, forgotten by everyone and everything.

Centina’s generation was born and raised in this mutant and sprawling society voted only to the God Money, ready to create and destroy leaving behind only buildings in ruins and abandoned factories.

The wallpainting is the answer of this generation powerlessness generated by the imposing of these mega-structures abandoned in silence, which still seem to feel the rhythm of the machines and of the workers, that used to mark the time, a reality that no longer exists. In the work of Centina we can find the anger, the frustration, the breakdown of the ego in response to a society that would like to make all automatons and homologated, without feeling or ability to express thought.

Painting on the wall, give vent to this anger with designs increasingly large, working at the limit of legality, creating works that will linger anyone that will pass in front of it giving way to get back to asking questions to temporarily escape from the hectic world we live in.




 
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